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Matteo Salvini... al voto

I TEMPI DELLA CRISI

(15 agosto 2019)

 

Leggo in questi giorni che Salvini avrebbe sbagliato i tempi della crisi.

Noi non ne siamo così sicuri.

Immaginiamo che la crisi fosse avvenuta dopo le Europee, per capirci il 26 maggio u.s.

Chi voleva fare giochini di potere avrebbe potuto farlo con tutta calma, non vi erano scadenze perentorie all’orizzonte, Probabilmente oggi sarebbero ancora all’opera per spartizioni, incarichi, programmi ecc. ecc.

Oggi, con le scadenze della finanziaria i tempi sono stretti e sia che si passi da un governo “tecnico” (comunque lo si voglia chiamare), che dovrà necessariamente avere il voto favorevole dei due rami del Parlamento: in sintesi lo voterebbero Grillini e PD (auguri!), o da un vero e proprio accordo PD - M5S le cose dovranno essere fatte in fretta… e male.

In questo secondo caso infatti sappiamo bene come sia difficile sia far quadrare gli equilibri all’interno del PD sia trovare accordi di programma con PD e gli estremisti di LEU, sia spiegare ai relativi elettorati come gli "incompetenti" ed il "partito di Bibbiano" adesso governino assieme.

E sulla base delle italiche storie sappiamo che comunque sarà un governo travagliato, difficile e che certamente non durerà a lungo, e poi…

Lega oltre il 50%?

Finalmente!

Qualcuno vuol far credere che in democrazia le coalizioni sono la regola e il bipartitismo un pericolo.

Al di là della storia in cui le più grandi democrazie sono state e spesso sono ancora oggi bipartitiche (USA e Gran Bretagna) è vero il contrario.

Il bipolarismo o le coalizioni, sono inevitabilmente governi deboli in cui i veti incrociati limitano enormemente la possibilità di fare reali riforme.

In Italia questa situazione è particolarmente evidente da decenni di mancate riforme, di mediazioni al ribasso e di impossibilità di reali cambiamenti.

Un leader che voglia seriamente cambiare l’Italia e non sopravvivere politicamente queste cose le sa.

Il dubbio quindi potrebbe essere: meglio rischiare e puntare ad avere una maggioranza schiacciante e finalmente governare, o è meglio sopravvivere fra mediazioni, conflitti, scaramucce, non solo con gli altri partiti della coalizione, ma anche con istituzioni abituate a esondare dai propri limiti ?

Noi non abbiamo dubbi, anche perché, per chi non se ne fosse accorto, il mondo sta andando nella direzione di governi forti ossia della politica forte; in un mondo globalizzato le democrazie mediatrici hanno dimostrato di essere di fatto succubi dei poteri forti, e solo un governo forte può tutelare l’interesse dei popoli contro gli interessi delle multinazionali.

Vai Matteo stai facendo la cosa giusta!