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COME VOLEVASI DIMOSTRARE

(28 OTTOBRE 2019)

 

In tempi non sospetti avevamo scritto che l'idea di Salvini di staccare la spina al Governo giallo-verde era la cosa giusta da fare. pochi ci avevano creduto: dai giornali a telegiornali a tanti leghisti affermavano che era stato un grave errore far cadere il governo.

Il tempo ci sta dando ragione: i risultati in Umbria hanno confermato che la Lega sta ancora crescendo arrivando ormai alla soglia del 40% , risultato storico per un partito in Italia.

Ma questo non deve  essere visto come punto di arrivo, infatti se non si vuol ripetere l'ennesima inevitabile caduta che segue l'ascesa di una partito, lasciando sostanzialmente intatti i problemi italiani, bisogna conseguire una serie di obiettivi imprescindibili.

Chiariamo.

Il problema dell'Italia è un sistema istituzionale farraginoso, burocratico, politicizzato in cui per ogni legge se ne può trovare una uguale e contraria in grado di affossare ogni serio tentativo di riforma. Una congerie di competenze e di poteri e contropoteri che impediscono talvolta persino di capire chi sia competente a decidere.

Il così detto bilanciamento dei poteri configura un "contropotere" che di fatto annacqua se non blocca del tutto l'azione di rinnovamento.

Se si vuole realmente sperare di cambiare l'Italia è necessario sfoltire questa foresta tropicale di leggi e competenze incrociate in grado di paralizzare lo stato.

L'unico modo per sciogliere il nodo Gordiano del soffocante apparato istituzionale è la "spada" ossia interventi incisivi che solo un premierato forte, con pieni poteri, può fare.

In tal senso il passaggio istituzionale più forte e incisivo per attuare questo obiettivo è l'elezione diretta del capo dello Stato che presiede il Consiglio Superiore della Magistratura, capo delle forze armate e garante della Costituzione.

A Valle di questo un presidente del Consiglio sostenuto da una maggioranza omogenea, possibilmente di un solo partito, creerebbe le condizioni per attuare finalmente quelle riforme necessari all'Italia.

Qualcuno solleverà timori e rischi per la "tenuta democratica" griderà al rischio Orban o Erdogan. E' appena il caso di segnalare che antiche democrazie come l'Inghilterra o gli Stati Uniti hanno sistemi bipartitici, in cui quindi al governo c'è un partito mentre l'altro è all'opposizione, così come i poteri di del Presidente degli Stati Uniti sono, proprio perché sono in una repubblica Presidenziale ben più ampi di qualunque presidente del Consiglio Italiano.

Segnaliamo che l'esigenza di disporre di maggiori poteri fu segnalata da Berlusconi, Renzi ed anche dallo stesso Salvini

Per questo è importante non solo vincere le elezioni con la coalizione, che dovrà comunque essere omogenea, ma puntare nel tempo al bipartitismo.